I migliori antivirus per Linux

di: Valerio Guaglianone     31 Gennaio 2007

Installazione di Avira

Abbiamo scelto di installare l'ultima versione gratuita dell'antivirus. Rispetto all'installazione di altri prodotti visti sinora, il setup non è tanto user friendly, ma non è difficilissimo. Dopo aver scaricato l'archivio, in formato tar.gz, dal sito procediamo come segue. Decomprimiamo l'archivio col comando:

$ tar -zxvf antivir-workstation-pers.tar.gz

Fatto questo entriamo nella directory dell'antivirus e con i privilegi dell'utente root avviamo lo script di installazione:

# ./install

Basterà seguire le indicazioni a video e scegliere se attivare o meno determinate funzionalità, come ad esempio la scansione in tempo reale o l'aggiornamento automatico. L'antivirus possiede una GUI davvero molto completa (figura 4), l'unico neo è che richiede la presenza di Java nel sistema e quindi, se non si conosce la procedura di installazione della Java virtual machine sotto Linux la GUI non potrà essere usata.

Un'ultima cosa, prima di usare l'antivirus è necessario aggiungere l'utente che avvierà Avira al gruppo antivir. Nel mio caso ho utilizzato il seguente comando:

# /usr/sbin/usermod -G bin,mail,cdrom,usb,apache,postfix,users,valpenguin,antivir valpenguin

Aggiorniamo Avira

La procedura di aggiornamento può essere programmata in maniera che avvenga periodicamente senza l'intervento dell'utente. Da riga di comando sarà sufficiente inserire il comando antivir --update per aggiornare l'antivirus. Altra possibilità, per aggiornare le definizioni dei virus, è quella di usare l'apposita funzione presente nella GUI del programma.

Lavorare con Avira

Usare Avira è un gioco da ragazzi, l'interfaccia grafica, assolutamente da provare, permette di fare qualsiasi cosa a colpi di click senza scomodarsi tanto. Il riconoscimento dei virus è soddisfacente, la velocità di scansione è accettabile ed i servizi in esecuzione non appesantiscono la macchina.

Conclusioni

I software passati in rassegna sono quasi tutti equivalenti, ma la mia scelta cade inevitabilmente su Clamav. Disporre del codice sorgente permette di migliorare l'applicazione e di "customizzarla", come e quando serve, secondo le proprie necessità. Un particolare, a mio avviso, non trascurabile.

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